Sostenere e valorizzare l’economia sociale e solidale. Anche quest’anno nel Ddl di Stabilità non si presta attenzione a quelle forme e pratiche di economia sociale e solidale fondate sulla conversione ecologica e sociale dei territori e sulla critica all’attuale modello di sviluppo.

Nell’economia sociale e solidale si possono classificare esperienze ormai storiche come l’agricoltura biologica, i gruppi di acquisto solidale, le botteghe del commercio equo e solidale, gli orti urbani, le tante realtà della finanza etica, della promozione culturale, del riciclo e del riuso, del turismo responsabile, del recupero e risparmio energetico, della mobilità sostenibile. Ma vanno annoverate anche esperienze più recenti, come le imprese recuperate e gli spazi sociali e culturali che animano nuovi modelli aperti di altra economia, formazione, ricerca, informazione. Per promuovere e valorizzare queste pratiche e forme resilienti di economia sociale e solidale, Sbilanciamoci! propone di investire circa 250 milioni di euro.

Tali risorse sono destinate in particolare a istituire tre Fondi specifici (rispettivamente, per il commercio equo e solidale, per l’economia solidale, per la riconversione ecologica delle imprese), a implementare due Piani strategici nazionali (per la piccola distribuzione organizzata e la certificazione partecipata della qualità dei prodotti biologici), a sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco&eque, a implementare una ricognizione delle aree dismesse di proprietà pubblica o di quelle abbandonate dai privati per un’eventuale ri-assegnazione a fini sociali. Inoltre, Sbilanciamoci! richiede un investimento pubblico sugli Open Data capace di imprimere una svolta in direzione della garanzia della trasparenza istituzionale, della promozione dell’innovazione sociale e della partecipazione civica.