31 luglio 2026

Riconoscimento facciale: scrivi ai 48 senatori entro il 25 agosto

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Schermata iniziale della pagina "Il tuo volto, all'ingresso": Atto del Governo 418 al Senato, termine per il parere 25 agosto 2026

Il 29 luglio Damiano ha girato in associazione il lancio ANSA sullo sprint in Senato sul riconoscimento facciale. Da quella domanda — “c’è qualcosa che possiamo fare?” — è partito un lavoro di ricostruzione dei fatti alla fonte, con il nostro strumento per sfogliare i lavori delle Camere e con ogni citazione ricontrollata sul dossier del Servizio Studi del Senato.

Il risultato è una pagina che si può scorrere in cinque minuti e racconta la storia dall’inizio — cosa dice davvero il testo, chi decide, cosa si può chiedere:

ondata.github.io/wip/riconoscimento-facciale-ag418

Qui la versione breve.

Di cosa si tratta

È l’Atto del Governo n. 418, il decreto che deve dare attuazione all’AI Act sul riconoscimento facciale usato dalle forze di polizia. Due cose che nelle cronache non si leggono facilmente:

  • il parere non lo dà la Commissione politiche europee ma le Commissioni riunite 1ª e 2ª del Senato, 48 senatrici e senatori, entro il 25 agosto;
  • questo decreto è la “disciplina legislativa della materia” che dal 2021 tiene sospeso il riconoscimento facciale in luoghi pubblici — quando entra in vigore, quella sospensione finisce.

Cosa chiediamo

  1. Togliere la raccolta biometrica preventiva di chi entra in un luogo pubblico (art. 10 c. 3): oggi il testo prevede che il volto di chiunque partecipi a un evento venga trattato e archiviato insieme al nome e al posto assegnato, anche senza alcun sospetto. Per il Garante privacy non è compatibile con l’AI Act.
  2. Introdurre la convalida di un giudice anche per il riconoscimento a posteriori (artt. 10 c. 2, 8, 13): identificare in diretta richiede oggi il pubblico ministero o il giudice, ma riguardare le registrazioni dopo i fatti — l’uso che capiterà davvero tutti i giorni — lo decide da solo un ufficiale di polizia. L’AI Act (art. 26 par. 10) chiede un’autorizzazione anche in questo caso, “ex ante o entro 48 ore”.
  3. Prevedere la notifica differita alla persona identificata, più una relazione annuale al Parlamento sui numeri d’uso dei sistemi (art. 8 c. 9): oggi vale il regime delle intercettazioni preventive, senza obbligo di informare chi viene identificato — quindi senza possibilità di ricorso. La direttiva 2016/680 permette di rinviare l’informazione, non di cancellarla.

Cosa puoi fare tu, entro il 25 agosto

Sono 48 persone con un indirizzo pubblico, e nell’anagrafica c’è anche dove ciascuna è stata eletta: puoi scrivere ai tuoi eletti regionali che siedono in quelle commissioni — poche cose e chiare — invece di mandare una circolare identica a tutti, che verrebbe conteggiata come un’unica e-mail.

In fondo alla pagina dedicata trovi tutti i materiali per farlo:

La pagina propone anche accesso civico e petizione, utili anche dopo il voto — ma dentro la finestra che abbiamo, l’unica azione che incide davvero è scrivere ai 48 prima del 25 agosto.

Il termine è breve e in mezzo c’è agosto. Se vuoi darci una mano a controllare i punti normativi, individuarne altri, o capire come tenere la pressione anche dopo il decreto, scrivici — trovi i contatti nella pagina Sostienici. E se vuoi restare aggiornatə su come va a finire, iscriviti alla newsletter.

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