STORIA REGIONALE IN COSTITUZIONE: IDENTITA' E SENTIMENTO DI APPARTENENZA - Modifiche dell’art. 9 della Costituzione in materia della tutela della conoscenza storica regionale attraverso il sistema scolastico
Apertura
25 gennaio 2026
Scadenza
25 luglio 2026
Sostenitori
101
Quorum
50.000
Nota bene: le firme visualizzate qui si riferiscono esclusivamente a quelle raccolte online; il quorum finale si raggiunge sommando queste a quelle tradizionali. Qui sono aggiornate una volta al giorno.
Descrizione
La modifica dell’articolo 9 della Costituzione è finalizzata ad elevare al rango di diritto costituzionale quello di conoscere la Storia della propria terra, come inalienabile diritto personale e prepolitico, che costituisce la necessaria base per l’identità personale, il sentimento di appartenenza e di cittadinanza. La Storia è innanzitutto quella della terra nella quale si nasce, si vive, si prospera, si costruisce la propria famiglia e la propria vicenda personale: è la storia della propria Città, della propria Provincia, della propria Regione: nel complesso scenario italiano, si tratta di millenni di Storia sedimentata e complessa, che ha plasmato in maniera duratura il carattere dei Popoli che vivono in Italia. Di fronte a un mondo globalizzato e apolide, la risposta deve essere identitaria e valoriale, perché senza identità le persone diventano numeri e moltitudine. Attraverso la Storia delle nostre Regioni può essere narrata la Storia mondiale di ogni epoca (guerre, conquiste, scoperte, fasi economiche, migrazioni, fenomeni sociali) alla luce del suo concreto accadere nelle nostre terre. Il Sistema scolastico della Repubblica deve pertanto ispirarsi al principio della sacralità dell’identità storica, e nella definizione delle linee generali dell’istruzione e della formazione scolastica di ogni ordine e grado, la Repubblica deve assicurare la più ampia valorizzazione dell’identità culturale e della storia delle Città, delle Province e delle Regioni che la compongono.
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Quesito
La modifica dell’articolo 9 della Costituzione è finalizzata ad elevare al rango di diritto costituzionale quello di conoscere la Storia della propria terra natale, come irrinunciabile requisito fondamentale e prepolitico, che costituisce la necessaria premessa per l’identità personale, la cornice dei valori nei quali plasmare liberamente il proprio destino, il sentimento di appartenenza e di cittadinanza. La Storia è Spirito. Rispetto all’uniforme e alienante storiografia adottata nei libri della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondo grado, riscontrabile in maniera costante nelle diverse case editrici, si tratta di un radicale rovesciamento di prospettiva. La Storia è innanzitutto quella della terra nella quale si nasce, si vive, si prospera, si costruisce la propria famiglia e la propria vicenda personale. La Storia della propria Città, della propria Provincia, della propria Regione: nel complesso scenario italiano, si tratta di millenni di Storia sedimentata e complessa, che ha plasmato in maniera duratura il carattere dei Popoli che vivono in Italia. Le nostre Città sono antiche Città-Stato, le nostre Regioni sono antichi Stati, come la Serenissima, il Granducato di Milano, la repubblica di Genova o il Patriarcato di Aquileia. Non solo, la Storia mondiale di ogni epoca (guerre, conquiste, scoperte, fasi economiche, migrazioni, fenomeni sociali) può e deve essere letta anche alla luce del suo concreto accadere nelle nostre terre. Se è vero, come è vero, che la conoscenza storica diventa patrimonio spirituale, coscienza civica e collettiva; diventa memoria storica che plasma generazione dopo generazione il senso civico; diventa capacità di “leggere” il territorio, la sua conformazione geografica, il suo patrimonio monumentale e si traduce nella volontà di tutelarlo e valorizzarlo, da parte di cittadini e amministratori consapevoli; da ciò discende la necessità che il sistema scolastico, l’insegnamento della storia, la storiografia stessa e la bibliografia adottata rispondano a questa consapevolezza. La globalizzazione e i suoi effetti disgreganti anche a livello culturale sulla nostra società, l’accelerazione tecnologica e l’invasività della comunicazione digitale, l’immigrazione e i mutamenti sociali, esigono che la formazione delle nuove generazioni offra gli strumenti cognitivi e identitari per orientarsi nella complessità senza precedenti che li aspetta. In altri termini, in un mondo “apolide” c’è bisogno di appartenenza, in un mondo a-morale c’è bisogno di una risposta valoriale e identitaria. Al contrario, senza Identità, senza Storia, da Popolo si diventa moltitudine, da Cittadini si diventa numeri. Il Sistema scolastico della Repubblica deve pertanto ispirarsi al principio della sacralità dell’identità storica, sia personale che collettiva. Tale principio, espresso in Costituzione, dovrà poi innervare di sé tutta la legislazione in materia scolastica e le scelte che ne conseguiranno per darne attuazione. Articolato
Art. 1. Modifiche all’art. 9 della Costituzione
All’art. 9 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente: «Nella definizione delle linee generali dell’istruzione e della formazione scolastica di ogni ordine e grado, la Repubblica assicura la più ampia valorizzazione dell’identità culturale e della storia delle Città, delle Province e delle Regioni che la compongono, quale patrimonio spirituale e fondamento del sentimento di appartenenza e di cittadinanza».