2 agosto 2026

Il primo ricorso al TAR di onData: è per i dati sui femminicidi

advocacy foia violenza-di-genere

Il 15 luglio abbiamo depositato, insieme ad altre quattro organizzazioni, il primo ricorso al TAR in cui onData è parte in causa. Riguarda i dati sui femminicidi e sulla violenza di genere: è stato incardinato al TAR del Lazio con il numero di ruolo 7716/2026. Il ricorrente formale è Period Think Tank, che ha seguito l’istanza fin dall’inizio; onData è dentro su tutto il resto, dal lavoro tecnico alle spese.

Come siamo arrivati fin qui

Nell’aprile 2025 Period Think Tank presenta al Ministero dell’Interno la prima richiesta di accesso civico sui reati riconducibili alla violenza di genere. Arrivano dati dai sistemi SDI e SSD per il periodo 2019-2024, pieni di problemi: li puliamo e li pubblichiamo. Su quella base nasce la campagna #dativiolenzadigenere, promossa insieme a ActionAid Italia, Transparency International Italia, info.nodes e D.i.Re — con Donata Columbro che su questo tema lavora da tempo.

A novembre 2025 la campagna lancia una lettera aperta a Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Interno e Ministero della Giustizia, firmata da oltre 25.000 persone. Il 12 febbraio 2026 quelle firme vengono consegnate alla Presidenza del Consiglio, in un incontro dove viene presentata anche una proposta tecnica di schema dei dati. Non succede niente, così il 16 aprile 2026 viene presentata una seconda richiesta, più precisa della prima.

Cosa manca e cosa chiediamo al giudice

La risposta arriva il 15 maggio, all’ultimo giorno utile e solo dopo un sollecito. Alcune cose migliorano, ma mancano cinque elementi richiesti esplicitamente:

  • la legenda dei codici e la descrizione delle tabelle, senza cui i file restano numeri muti;
  • il dettaglio territoriale, che nel 2025 arrivava fino al Comune e nel 2026 sparisce del tutto;
  • i codici che identificano il singolo episodio e il suo autore, senza i quali non si può dire se due righe raccontano lo stesso fatto o due fatti diversi;
  • il femminicidio come voce distinta, reato a sé dal dicembre 2025;
  • alcune aggravanti, tra cui la disabilità della vittima.

Dentro uno dei file il Ministero ha lasciato per errore un foglio con la query interna di estrazione: lì dentro ci sono le legende dei codici, il codice dell’episodio, quello dell’autore, le chiavi territoriali. Tutto già presente nei sistemi, semplicemente reso invisibile.

L’11 giugno viene chiesto il riesame, il 16 giugno viene respinto con la motivazione che si tratterebbe di una rielaborazione non dovuta — la stessa cosa che quel foglio dimostra falsa. Il 26 giugno viene inviata una diffida per lasciare all’amministrazione una via d’uscita in autotutela: nessuna risposta.

Da qui il ricorso, ex art. 116 del codice del processo amministrativo. Al giudice viene chiesto di annullare il diniego, accertare che il diritto di accesso esiste, ordinare al Ministero di esibire i dati. Il punto centrale è tutto qui: non è mai stato chiesto di creare un dato nuovo, ma di rendere leggibile un dato che già esiste.

Le persone dietro il ricorso

Le spese — 1.794 euro di compenso alle avvocate più 300 euro di contributo unificato — sono divise tra le cinque organizzazioni della campagna, onData compresa.

Il ricorso è stato scritto e firmato da due avvocate del Foro di Roma, Aurora Donato e Giulia Alberto, che si sono messe a disposizione riducendo al minimo le spese. L’avvocata Donato è mancata pochi giorni fa, ancora giovane: questo ricorso porta anche la sua firma.

Un socio di onData, Matteo Mannini, ha riletto la prima versione del ricorso preparata dallo studio legale e ha proposto modifiche che sono state recepite in gran parte nella versione depositata — un lavoro che ha reso l’atto comprensibile a chi non lavora con i dati, che è poi esattamente chi dovrà decidere.

La campagna non è finita

Dopo più di un anno, i dati per leggere davvero quei numeri ancora non ci sono. Ci sembra comunque di aver dato, in tante e in tanti, un piccolo contributo culturale — e allo stesso tempo resta avvilente quanto tempo, energia e competenza siano serviti per ottenere una cosa che dovrebbe essere immediata quanto chiedere un bicchiere d’acqua: non un favore né un segreto, solo la possibilità di leggere numeri che riguardano donne uccise.

Aggiorneremo questa pagina appena avremo la data della camera di consiglio. Se vuoi sostenere battaglie come questa, trovi come fare nella pagina Sostienici, oppure iscriviti alla newsletter per seguire gli sviluppi.

← Tutti gli aggiornamenti